Codice LAMAT DQB1
Biologia molecolare
La celiachia è una malattia autoimmune che può comparire in soggetti geneticamente predisposti sotto la spinta di fattori ambientali. I geni coinvolti appartengono al sistema HLA (parte del complesso MHC, acronimo di sistema maggiore di istocampatibilità) localizzato sul braccio corto del cromosoma 6.Senza addentrarci in ambito specialistico immunologico, ricordiamo che il complesso MHC presenta il più spiccato polimorfismo genico riscontrabile nell’organismo: in particolare le molecole HLA si distinguono in HLA di classe I (codificate dai geni A,B,C) presenti sulla superficie di tutte le cellule nucleate e in HLA di classe II (codificate dai geni DR,DQ,DP) presenti sulla superficie delle sole cellule immunocompetenti (linfociti B, linfociti T attivati, macrofagi).La celiachia è stata associata alla presenza di alcuni geni HLA classe II codificanti per le proteine DQ2 (95% dei pazienti a rischio) e DQ8 (5% dei pazienti a rischio).Le proteine DQ2 e DQ8 sono eterodimeri (ossia sono molecole formate da 2 catene: alfa e beta) che sono in grado di legare la gliadina, proteina del glutine, attivando di conseguenza i linfociti T helper ed innescando quindi una reazione immunologica che origina la malattia (con produzione, tra l’altro, di anticorpi anti gliadina, anti transglutaminasi ed anti endomisio, la cui ricerca è utilizzata per porre diagnosi di celiachia). Frequentemente, inoltre, si ritrovano situazioni in cui gli eterodimeri DQ2 e DQ8 presentano la sola catena beta, sia in omozigosi sia in eterozigosi. I geni codificanti, che vengono ricercati nel presente test, sono:
– per la catena beta del DQ2 DQB10201/0202/0203/0204
– per la catena alfa del DQ2 DQA10501/0503/0505
– per la catena beta del DQ8 DQB10302
– per la catena alfa del DQ8 DQA10301/0302/0303
Si ricercano anche altri geni HLA classe II codificanti per la catena beta di un’altra classe di proteine ad attività simile: le proteine DR3 (gene DRB103), DR4 (gene DRB104), DR5 (gene DRB1011/12). DR7 (gene DRB107).
Il significato clinico del test si può, al momento attuale, riassumere in tal modo:
– valore predittivo negativo altissimo (l’assenza di alleli HLA a rischio celiachia esclude praticamente la possibilità di sviluppo della malattia)
– valore predittivo positivo basso (la presenza di alleli HLA a rischio celiachia indica semplicemente la suscettibilità alla malattia, per il cui sviluppo è necessaria la presenza di altre concause, sia di tipo genetico che, soprattutto, di tipo ambientale).